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"...uno straordinario monologo denuncia per non dimenticare e per capire che cosa c'è dietro il disastro di Linate..." Maxia Zandonai TG3 per vedere il servizio clicca qui
“Sicuro di sé e coraggioso, Giulio Cavalli, 29 anni, è la nuova promessa del teatro civile”, Glamour, marzo 06
“Cavalli, regista e interprete dello spettacolo, sceglie una forma curiosa per metterci al corrente dei fatti mescolando linguaggi e scelte registiche che fendono e tagliano il palco in due”….”L’opera di Cavalli convince”, Davide Turrini – Liberazione, 12 gennaio 07
“Elementi di fiaba, con l’ambientazione nella rabelaisiana città di Bengodi si mescolano alla ricostruzione giornalistica, usando anche il grammelot dei giullari del Cinquecento”, Panorama, 21 dicembre 06
“Commozione in sala per la prima sulla strage di Linate”, Andrea Galli – Corriere della Sera, 20 dicembre 06
“Il talento di Giulio Cavalli chiede giustizia per Linate” – Il Giorno, 21 dicembre 06
“Un monologo sulla strage delle responsabilità non definite”, Guido Furbesco – La Stampa, 19 dicembre 06
“E se gli si chiede di chi lui sia parente artistico, nipote di Dario Fo o fratello minore di Marco Paolini, risponde: “discendente dei giullari del ‘500, dunque vicino a Fo e a Paolo Rossi”, Claudia Provvedini – Corriere della Sera, 18 dicembre 06
“Un’operazione nata dalla forza dell’indignazione e da una rigorosa inchiesta documentata”, Sara Chiappori – La Repubblica, 18 dicembre 06
“Un teatro di alto livello e di profonda intensità emotiva” – City, 18 dicembre 06
“Destrutturazione sintattica. Ritmo velocissimo. Non una commemorazione funebre, ma l’effetto della labirintite”…..”Io sono solo lo spazzacamino della nebbia, non faccio un processo di piazza, dichiara Cavalli”, Anna Mangiarotti – Il Giorno 17 dicembre 06
“Volevo realmente portare l’attenzione su una strage evitabile, non solo strappare una lacrima,” spiega Cavalli” - Avvenire 17 dicembre 06
“Giulio Cavalli, una delle voci più interessanti del teatro di narrazione civile degli ultimi anni in Italia”, Nicole Cavazzuti – Epolis 17 dicembre 06
“A 5 anni dalla strage, mentre il processo è ancora in corso e le responsabilità non sono chiarite, la vicenda approda in teatro”, Sara Chiappori – Tuttomilano – La Repubblica, 15 dicembre 06
“Linate, va in scena la strage”, Anna Mangiarotti – Il Giorno, 5 dicembre 06
“Pochi orpelli, un’infinità di dati, diversi linguaggi per raccontare quelle che, secondo gli autori, erano morti annunciate”…..”la parte di fantasia è scaturita dalla penna di Giulio Cavalli, affabulatore che inanella parole per ricreare situazioni, utilizza il linguaggio grammelot, quello reinventato da Dario Fo, disegna personaggi nell’intento di far capire che un aeroporto serio non si costruisce sul nulla”, Caterina Belloni - Corriere della Sera, 5 dicembre 06
"Due storie, quella di Bengodi e Linate, che camminano in parallelo e che ripercorrono le prime ora di quella mattina di otto anni fa. A lasciare senza parole il pubblico in sala non soltanto l’attenta e minuziosa ricostruzione dell’accaduto, ma lo stato reale delle cose, le scarse condizioni di sicurezza dell’aeroporto, le vicende politico/burocratiche che non avevano permesso la sostituzione di un radar di terra installato durante gli anni ’70 e mantenuto in vita… da uno spago? I soccorsi giunti con mezz’ora di ritardo perché dalla torre di controllo, in quel giorno di fitta nebbia, senza radar come a Bengodi, non si era in grado di comprendere quanto era accaduto.
La reazione è spaesamento, incredulità e poi rabbia. Giulio cavalli, accompagnato dalle musiche originali eseguite dal vivo da Davide Savaré, per un’ora e mezza ci chiede di non dimenticare, per evitare stragi assurde, incredibili come questa, che non si possono attribuire ad una volontà superiore, per alcuni a un destino. Perché qui la fatalità non c’entra niente.", Silvia Carbotti - giugno 08
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