Unendo la tradizione della Commedia dell’Arte, alla sperimentazione e alla ricerca, Cavalli ha fatto della commistione dei linguaggi delle arti sceniche il punto di forza del proprio percorso.
L 'utilizzo della giullarata e del grammelot - linguaggio tipico cinquecentesco - applicati a temi del presente sono divenuti infatti elementi unici e distintivi per realizzare spettacoli connotati da un forte impegno civile che offrono al pubblico spunti di riflessione, ma riescono a farlo con una modalità inaspettata e coinvolgente: il sorriso.
È dunque consuetudine scrivere dei testi originali partendo da una rigorosa ricerca documentaria.
Altro elemento caratterizzante della compagnia è l'utilizzo della musica dal vivo in scena: compositori/musicisti che accompagnano in scena gli attori con le proprie musiche originali sottolineando ed aumentando il forte impatto emotivo degli spettacoli.
Uno degli esiti più recenti della linea poetica della compagnia è Kabum!...come un paio di impossibilità giullarata sulla Resistenza di Giulio Cavalli con la supervisione artistica di Paolo Rossi.
Lo “scemo del villaggio” si troverà, suo malgrado, ad affrontare la guerra. Lo spettacolo, in tournée da due anni, racconta di un improbabile viaggio in motocicletta, in compagnia di un partigiano, per raccontare alcuni episodi storici della Resistenza che si snodano tra il Piemonte e la Liguria. Progetto prodotto da Provincia e Comune di Lodi e Provincia di Milano, patrocinato dall' Anpi Nazionale e dalla Fiap. Tutta la documentazione è stata raccolta nei maggiori Istituti Storici della Resistenza italiana. Spettacolo seguito da una pubblicazione a cura di Dario Venegoni e da una mostra fotografica. Tra le varie repliche realizzate: Genova c/o Palazzo Ducale e Torino c/o Museo Diffuso della Resistenza
Ha debuttato poi il 18 dicembre 2006 presso il Piccolo Teatro di Milano Linate 8 Ottobre 2001: la strage spettacolo sull'incidente aereo di Linate scritto da Cavalli con Fabrizio Tummolillo, giornalista lodigiano che ha seguito fin dal 2001 la vicenda e gli sviluppi giudiziari, con la collaborazione di alcuni familiari delle vittime. Lo spettacolo è prodotto da Comitato 8 ottobre per non dimenticare e 23 comuni italiani tra cui Milano, Verona, Piacenza.
Nel racconto della messa in opera di un aeroporto pionieristico in un immaginario paese dei balocchi s'innesta la ricostruzione documentaria - in un secondo piano narrativo- della tragedia, attraverso stralci di registrazioni, atti giudiziari, indagini giornalistiche.
Alcuni elementi della fiaba, per prima l'ambientazione nella rabelaisiana città di Bengodi, rimandano a personaggi, luoghi e situazioni utili a raccontare la dinamica dell'incidente. Al contesto reale e alla sua ricostruzione è dedicato l'altro piano narrativo d'impronta giornalistica. Nell'alternanza dei due registri si delinea una chiara lettura dei fatti. La favola e il documento si bilanciano sulla scena attraverso l'allestimento di due spazi distinti ma interdipendenti: la sala d'attesa e la torre di controllo.
Lo stesso stile si ritrova anche in (Re) Carlo (non) torna dalla battaglia di Poitiers scritto ed interpretato da Giulio Cavalli e scelto da Giuliano e Haidi Giuliani per l'iniziativa di Genova 2006 "Per non dimentiCARLO ". Lo spettacolo immagina i fatti di Genova 2001 come una giullarata musicale risalente a cinquecento anni prima. Il titolo richiama una nota ballata in finto stile medievale scritta a fine anni '60 da Fabrizio De André insieme a Paolo Villaggio.
Il pretesto per introdurre lo spettacolo è il ritrovamento di un fantomatico manoscritto vecchio di cinquecento anni, riguardante eventi occorsi nella regione di Alimonda. È questo il punto di partenza da cui si originano i due differenti momenti narrati nello spettacolo.
Nella prima parte, apertamente comica e affidata al grammelot , assistiamo alla preparazione della battaglia. Un improbabile decurione insieme ai suoi sottoposti, istruisce assonnati e distratti soldati alle disorganizzate azioni di guerra che li vedranno protagonisti il giorno successivo.
Un deciso cambio di registro e di ritmo caratterizza la seconda parte in cui le musiche scritte e portate in scena da Guido Baldoni, sottolineano il passaggio al processo che segue la battaglia. Messi da parte i toni ironici e scherzosi, uno strano sinistro silenzio, riempito a dismisura da voci e versioni che si accavallano, segna l'inizio del processo per la morte di un ragazzo a cui hanno sparato.
La giullarata, senza lieto fine, pone il problema della ricerca e del raggiungimento della verità, di una verità chiara ed incondizionata.
Tra le nuove produzioni in preparazione nei prossimi mesi Il servitore di due padroni di Carlo Goldoni in cui la compagnia sceglie per la prima volta di confrontarsi con un testo della tradizione, puntando meno sull’aspetto drammaturgico del proprio lavoro per dedicarsi completamente alla messa in scena e un nuovo testo originale di Cavalli Do ut des.
La scelta di una commedia di Goldoni risulta perfettamente coerente con la storia della compagnia ed addirittura necessaria come momento di sintesi della propria poetica.
Non ci sono virtuosismi intellettualistici a sorreggere questo progetto, ma il desiderio di provarsi in un esperimento di capocomicato puro. Il lavoro di anni sulla maschera, in particolare proprio su quella di Arlecchino - lo Zanni che ricorre ciclicamente in tutti gli spettacoli della compagnia sul quale Giulio Cavalli ha potuto lavorare con Eugenio Allegri - non poteva non passare attraverso un coraggioso allestimento del testo goldoniano.
Con Do ut des. Dire, fare, baciare, lettera e testamento - Riti e Conviti mafiosi, la compagnia ritorna invece all'allestimento di uno spettacolo di Cavalli che sarà insieme ad altri attori anche interprete dello spettacolo.
I cantastorie ci hanno insegnato che "nessun nemico è talmente forte da non essere abbattuto da una risata" e che perché l’attacco sia ficcante alla fine deve essere il pubblico a ridere dei "potenti", più o meno inconsapevolmente.
Lo spettacolo nasce da qui: recuperando un modo antico di fare teatro per applicarlo al fenomeno mafioso.
"DO UT DES" è una giullarata contro le mafie, i suoi meccanismi e gli uomini che le governano.
Uno spettacolo comico e con una componente musicale può arrivare ad insinuare il dubbio di coscienza dove le attività “istituzionali” antimafia farebbero fatica ad arrivare , e essere lo stimolo ad una riflessione.
Svergognare la mafia vuol dire privarla, anche se in un contesto limitato come quello teatrale, della sua arma più terribile : la sua credibilità.
Uno degli aspetti più interessanti dello spettacolo è dunque la modalità in cui viene presentato il tema: l'utilizzo della giullarata, unito alla dinamicità della musica dal vivo, divengono strumenti unici per raccontare la mafia, soprattutto per raccontarne alcuni aspetti e riti attraverso la comicità.
Lo spettacolo, che sarà prodotto da Comune, Provincia di Lodi e Comune di Gela, si avvale della collaborazione e delle testimonianze di alcuni tra i più importanti esponenti della lotta alla mafia come Antonio Ingroia (sostituto procuratore del tribunale di Palermo) , Rosario Crocetta (sindaco di Gela) , Giovanni Impastato (fratello di Peppino Impastato e vicepresidente del Centro Siciliano di documentazione Giuseppe Impastato), giornalisti e esponenti delle forze dell’ordine.
GLI ALTRI SPETTACOLI :
Carro Poetico
spettacolo itinerante. Attori in costume su di un carro scenografato che con un semplice movimento meccanico si apre per diventare palcoscenico. Sul carro si alterneranno scene di commedia dell'arte secondo antichi canovacci cinquecenteschi. Spettacolo prodotto dalla Provincia di Lodi. 45 repliche nell'estate 2005.
Teatro diVino
Una lettura teatrale che propone alcuni testi di noti autori e poeti, legati tra loro da un preciso percorso che, partendo dal vino, ripercorre tematiche quali l'amicizia, l'amore, le verità...
Il cantafavole muto
Ombre cinesi e giochi d'acqua per uno spettacolo adatto ai bambini dai 4 anni fino ai 10 .
Ionis è un cantastorie da piazza girovago , che suona uno strumento di pentolini e fil di ferro ad acqua , la sua fama gira di piazza in piazza ma nessuno è mai riuscito sentirlo parlare se non nelle sue favole : un cantafavole muto.
Kippur:7 canti di una Storia da non dimenticare
Partendo dall’istituzione della Giorno della Memoria si racconteranno i principali eventi storici che hanno portato alla deportazione degli ebrei attraverso testimonianze storiche dirette.
Filo spinato
Spettacolo realizzato in collaborazione con l’Archivio storico ebraico di Milano e l’ANED basato sulla Shoah.
Atterrando con Il Piccolo Principe
Narrazione teatrale tratta dal libro di A. De Saint-Exupéry. Un viaggio immaginario accompagnato dalle note di una fisarmonica dove il giovane protagonista , dopo aver visitato paesi lontani, conoscerà anche il Piccolo Principe. Spettacolo per bambini.
Marco Polo
Spettacolo per ragazzi, narra il viaggio ad oriente alla scoperta di nuovi mondi. Liberamente tratto da Il Milione di Marco Polo e da Le città invisibili di Italo Calvino.
Parole di…Acqua Dolce
Spettacolo itinerante da svolgersi lungo le rive di un corso d’acqua o nei parchi, caratterizzato dall’uso di luci naturali e macchine di fuoco. Lo spettacolo è una riflessione poetica sul senso dell'acqua.
Ed Jazz
Narra la storia di un amante del Jazz che ci aprirà le porte verso quel mondo fatto di personaggi stralunati e surreali. Il tutto accompagnato da un duo Jazz.
Pulvere de Katabatù (Fanfulla)
Messa in scena di uno dei mercenari più famosi d’Italia, un Don Chisciotte italico che partecipò alla disfida di Barletta e girò la penisola in cerca di gloria. Uno stralunato combattente che trovò i suoi mulini a vento tra ducati e signorie. Produzione Teatro alle Vigne, Comune e Provincia di Lodi.
La Grande Abbuffata
Tratto dall’omonimo film di Marco Ferreri. Una fuga verso la morte di quattro amici sulla strada del vizio e della gola. Produzione Teatro Alle Vigne di Lodi.
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- Giulio Cavalli Direzione artistica, drammaturgia e regia.
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- Stefano Maj Direzione tecnica, aiuto regia, direzione compagnia.
- Paola Vicari Direzione organizzativa, distribuzione.
- Odetta Melazzini Organizzazione e distribuzione.
- Alessandra Depaoli Ufficio Stampa.
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