Bambini a dondolo

 

 

 

 

SOMMARIO

IL  PROGETTO Le linee guida dello spettacolo e tutti i soggetti coinvolti. 
SINOSSI E NOTE DI REGIA Riflessioni di scrittura e di regia.
RASSEGNA STAMPA Hanno detto dello spettacolo.
OFFICINA DELLO SPETTACOLO Uno spettacolo come un cantiere: com’è nato e com’è cresciuto.
VIDEO E FOTO Promo Video dello spettacolo e foto.
SERVIZI TV E RADIO I servizi televisivi e radiofonici sullo spettacolo

 

 

 

                     

 

 



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BAMBINI A DONDOLO

Favola senza bambini di e con Giulio Cavalli

Con la partecipazione di Maria Rosa Dominici, Don Fortunato di Noto, Gianluca Prisco e Pietro Orsatti 

Musiche al piano diDavide Savarè

Organizzazione Paola Vicari e Marta Vitali

Scene di Marco Mozzato

Tecnica Stefano Maj

Una produzione Intervita Onlus e Bottega dei Mestieri Teatrali 

 

IL PROGETTO

Più di un milione e mezzo di bambini e bambine sono costretti ogni anno a entrare nei circuiti internazionali di sfruttamento sessuale infantile, accrescendo una popolazione già numerosa e in costante crescita di dieci milioni di minori che vivono asserviti a reti di prostituzione, tratta, turismo a fini sessuali e pornografia. (dati UNICEF)

I SOGGETTI COINVOLTI

  • BOTTEGA DEI MESTIERI TEATRALI
  • INTERVITA

LO SPETTACOLO

Prodotto da Intervita e Bottega dei Mestieri Teatrali, lo spettacolo tratta il tema del turismo sessuale con estrema delicatezza, per  mantenere intatta la purezza tipica dei bambini e per riportare il problema dal punto di vista di chi lo ha vissuto. Ognuno dei protagonisti svolgerà come compito a casa assegnatogli dalla maestra un tema in cui descrivere la propria settimana: la settimana di una bambina adescata da un turista sessuale, quella di un bambino prostituito, quella di una madre di un qualunque bambino vittima di queste storie e infine la settimana di un “turista”. Attraverso queste storie che volutamente sono di fantasia (seppur ovviamente costruite sulla base di dati e informazioni raccolte) per non dover decidere di raccontarne solo alcune dimenticando tutte le altre, lo spettacolo non vuole portare all’attenzione i modi in cui si consumano queste atrocità né tanto meno vuole soddisfare la curiosità morbosa che spesso accompagna certi temi, ma vuole sensibilizzare gli spettatori, invitarli a riflettere e portarli a conoscenza di un fenomeno così poco conosciuto che pare riguardarci molto da lontano. Per inquadrare al meglio l’argomento e dare al pubblico anche informazioni precise sul fenomeno, alla parte più di fantasia (il tema svolto dai protagonisti) si alterneranno stralci di interviste realizzate ad esperti del settore.

LE COLLABORAZIONI ALLO SPETTACOLO

Naturalmente, affrontando questi temi, i rapporti con le Istituzioni che li hanno vissuti, la ricerca di dati e documenti, di testimonianze dirette, di atti giudiziari sono di estrema importanza per realizzare uno spettacolo che riporti sempre dati oggettivi a cui fare riferimento nella stesura del copione. Per realizzare lo spettacolo, sono state avviate dunque una serie di collaborazioni con Istituzioni ed esperti come il Pm Gianluca Prisco, che ha seguito il caso di Giorgio Sampec nel primo processo per turismo sessuale in cui l’imputato è stato condannato per la sua attività di turista sessuale, Maria Rosa Dominici, giudice dei minori del Tribunale di Bologna, che si è occupata spesso di traffico di organi e della sparizione di migliaia di bambini ogni anno o il giornalista Pietro Orsatti, che ha girato un video sul tema Gli angeli del Brasile.
Dai loro colloqui stanno nascendo via via una serie di videointerviste. Alcuni estratti entreranno a tutti gli effetti a far parte dello spettacolo. Una facola inserita nel copione è della scrittrice Sara Cerri, che ha voluto così condividere il progetto. Gianluca Prisco: Pubblico Ministero del Tribunale di Milano ha condotto l’indagine che ha portato al primo processo in Italia per turismo sessuale. Anche il programma LE IENE si è occupato del caso Sampec realizzando un’inchiesta trasmessa poi in televisione.

Maria Rosa Dominici
: Consigliere Onorario Corte d’Appello Bologna Sezione Minori e già Giudice Onorario al Tribunale dei Minori. Laureata in Pedagogia, tesi in psicologia giuridica ; specializzata con lode in psicoterapia; iscritta all’Ordine degli Psicologi; Psicoterapeuta – Sessuologa -Psicoanalista.
Svolge attività clinica e didattica dagli anni ‘ 70. Membro del I Consiglio Regionale dell’Ordine
degli Psicologi Emilia-Romagna e commissario per art 35 (formazione albo psicoterapeuti).

Pietro Orsatti
: Regista, autore di spettacoli teatrali. Ha lavorato presso il gruppo parlamentare verde e come caporedattore di www.verdi.it. Ha realizzato progetti web e campagne per ActionAid, ANCI, Un ponte per…, Ricerca e Cooperazione, CICA. Impegnato per anni come collaboratore e redattore di numerose testate giornalistiche occupandosi di ambiente, società e esteri. Ha pubblicato, fra gli altri, per: Diario, Il Manifesto, Ag. Dire, L’Unità, Editoriale la Repubblica, Carta, La Nuova Ecologia, Arancia Blu, Modus, Liberazione. Ha collaborato con la Rai e con PopolareNetwork. Collabora con Liberazione, PeaceReporter, PeaceLink e Arcoiris.tv. Filmografia: Argentina 2000 (2001) Tonyo (animazione 2002) Bitri (animazione 2003) La maschera (video danza 2003) Un altro Inizio (2004) Utopia Luar (2004) Il Lato Umano (2004) Fome Zero Sede Zero (2004) Gli Angeli del Brasile (2005) Acqua (2005) Una Giornata Qualunque (2005) Get On Board! (2005) Lona Preta (2005) La Conta (video danza 2006) Appunti a Margine (2006) Era Un’altra storia questa qua (Workshop ’06) Ci dichiariamo nipoti politici (’06) De Mä (’07) Sulla stessa barca (’07).

Don Fortunato di Noto: Presidente dell’associazione Meter. “Ho dedicato la mia vita nella difesa dei diritti inviolabili dell’uomo e in particolarmente dei bambini. La pedofilia in rete e la pedopornografia sono solo la produzione dei reali abusi che sono già avvenuti nei confronti dell’innocenza violata da adulti. Il bullismo è l’atteggiamento di un singolo o del gruppo nel dominare una persona debole, spesso sola e indifesa. E’ la forma più becera dell’intolleranza e dell’inciviltà.”

Sara Cerri: Sara Cerri è nata a Viareggio, vive a Firenze dove si è laureata in Lettere e Filosofia presso l’Università degli Studi.
Nel 1982 ha fondato la compagnia Ombre Cinesi che ha prodotto e presentato spettacoli con la tecnica antica del teatro d’ombre. Ha lavorato in seguito come solista producendo i propri spettacoli e curandone l’invenzione della storia e la regia.
Il suo spettacolo Frammenti di luna (1984), realizzato con la collaborazione grafica di Sergio Staino, ha vinto il primo premio della Giuria Internazionale al VII Festival di Teatro di Figura di Cervia.
Dal 1986 al 1993 ha insegnato Lingua Italiana presso il Centro di Cultura per stranieri dell’Università degli Studi di Firenze.
Nel 1999 fa parte della Commissione Culturale della Regione Toscana per il rilancio di Firenze in Italia e in Europa.
Ha ideato e curato il volume Storie di nascita, edito da Giunti Astrea e distribuito da COOP il giorno 8 marzo 2000.
Ha pubblicato inoltre:
Frammenti di luna, fiaba per ombre, con Geronimi M. e Staino S., (Ricordi ed. Milano 1987).
Una donna da mare (Gazebo ed., Firenze 1997)
Tre nella notte (EX LIBRIS, E/L ed. Trieste, 1999)
La testa fuori (FRONTIERE, E/L ed. Trieste 2000)
Grande blu, nei Delfini Fabbri ed. Milano 2003.
Circo immaginario, Fabbri ed. Milano 2005
Suoi racconti sono stati pubblicati sui quotidiani:‘La Repubblica’ e ‘l’Unità’, e nelle antologie:
Scrittura e brevità, in Parapluie, Ottovolante ed., Firenze 1989. Vaga la fantasia, Sansoni ed., Firenze 1990. Con gli occhi di una donna, Coop ed., 8 marzo 1997. Cercatori di storie, Baroni ed., Viareggio (Lu) 1999. Scrivere, L’Area di Broca ed., Firenze 1999. Prefigurazioni, Avagliano ed., Cava dei Tirreni (Salerno) 1999.
La Provincia di Pisa le ha assegnato il Premio Europa Giovani 1998, sez. Narrativa.
(Per la capacità di narrare storie e analizzare a fondo con lucida ironia l’animo umano)
Finalista al premio Teramo, con il racconto: Teatro, 1999.
Ha ricevuto per Tre nella notte (EX LIBRIS, E/L ed. Trieste, 1999), la segnalazione di merito al premio di Letteratura per Ragazzi “Cassa di Risparmio di Cento”, Settembre 1999.
Ha vinto con il racconto Cuore freddo, il Premio Internazionale ‘Lo Stellato’ indetto dalla Provincia di Salerno (3 Dicembre 1999).
Libernauta 20012002 (Scandiccicultura – SDIAF) concorso a premi per terrestri curiosi:
Tre nella notte è il libro più letto e più recensito dai ragazzi tra 14 e 20 anni.
Premio Arpino 2004: Grande blu II classificato
Ha collaborato al Progetto UNICEF: COSTRUIRE LA PACE con il racconto Mati e Pace (2005).
Con il suo racconto Autoritratto fa parte dell’antologia Scritture femminili in Toscana, edito da Le Lettere, Firenze 2006.

Rossana Casale ha letto il romanzo di Sara Cerri, Circo immaginario, pubblicato da Fabbri nel 2005. Se n’è innamorata e ne ha tratto ispirazione per il suo nuovo CD: ha scelto alcuni dei testi in versi per farne canzoni e si è lasciata avvincere dall’atmosfera onirica del libro.

GLI EVENTI COLLATERALI

Il progetto che non si riduce solo alla rappresentazione, prevede la possibilità di realizzare una serie di iniziative ad esso collegate.

-Prove aperte: aprire al pubblico le prove dello spettacolo per poi intavolare una discussione sulle reazioni degli spettatori e sullo spettacolo stesso. Questi incontri verranno ripresi e successivamente montati per essere trasmessi durante la rappresentazione;

-Le interviste agli esperti: trasmissione integrale delle video interviste realizzate da Cavalli durante la lavorazione dello spettacolo;

-Gli incontri con gli esperti: possibilità di organizzare incontri aperti al pubblico con Intervita o con alcuni degli esperti che hanno collaborato alla realizzazione dello spettacolo;

-Il Video Gli angeli del Brasile: trasmissione del video di P. Orsatti che ha girato in Brasile un documentario sul tema con interviste a bambini vittime di abusi;

-La mostra fotografica: le immagini che ritraggono i protagonisti del tema trattato;

-La pubblicazione Vite invisibili;

-I sostegni a distanza: dare la possibilità al pubblico di accedere direttamente alle adozioni a distanza.


 


 

 

 

SINOSSI E NOTE DI REGIA

 

Sinossi spettacolo “Bambini a dondolo”.

Quattro temi-compiti a casa. Quattro spaccati di un’infanzia comprata, rivenduta, sfruttata e taciuta per pochi dollari. In un paese qualsiasi (che poi “qui” è un posto qualsiasi che sia tra le gambe di un aeroporto e un pezzo di mare con un alberghetto à la carte che sia poco meno di due dollari), una maestra Gran Mamita assegna lo svolgimento del tema “descrivi la tua settimana”;  rispondono due bambini sfruttati, una madre scippata e un turista di “bambini a gettone”:  quattro storie da angoli diversi dell’identico eccidio della dignità dell’infanzia. Una favola triste. 

Note di scrittura e regia.

Costruire una storia che racconta di un popolo che stupra il proprio futuro è soprattutto un esercizio di equilibrio: equilibrio davanti alla ferocia delle cifre (dieci milioni i bambini per un giro di dodici miliardi di dollari, ottantamila “turisti” italiani e bambini costretti a  trenta – quaranta clienti al giorno) e  equilibrio davanti alla delicatezza del disincanto dei bambini. Tutti i bambini si meriterebbero delle favole. Sono i bambini che insegnano agli adulti come si può stare nelle brutture con il cuore pulito, proprio per questo “Bambini a dondolo” nasce con l’obbligo dolcissimo di essere un lamento severo sì  ma disinfettato, leale, affettuoso e che profumi di favola. Forse il mio dovere di narratore è tutto qui: appoggiare storie di violenze senza puzzo e senza pornografia. E allora i temi-compiti a casa di questo posto qualsiasi dove i minori pagano la propria autenticità (che non è forse qualsiasi posto del mondo?) diventano monologhi – confessioni di odori, colori e facce visti dalla lente del gioco. Ma a non farci ubriacare nella favola ci sono le testimonianze di chi combatte per difenderli, di quell’esercito di adulti che costantemente si dedica alla ricerca e alla denuncia dei fruitori dei bambini a gettone; ed è un’entrata in video con il loro viso e la loro voce, un grido di guerra che questo spettacolo si porta volentieri in spalla. Una frase che mi ha colpito durante le mie chiacchierate con gli esperti che convivono quotidianamente con questo scempio è stata “loro sanno tutto dei nostri bambini e noi sappiamo pochissimo di loro”: questo dovere morale lo raccogliamo di buon gusto. E noi ci si prova a farlo così come potrebbe piacere ai nostri bambini.

 

Giulio Cavalli

 



 
 
RASSEGNA STAMPA

 

 

 

 

 

[Rassegna Stampa] Bambini a dondolo: La fiaba è barbarie

LA PROVINCIA DI CREMONA

 

In “Bambini a dondolo” l’orrore non è una favola
[...] Giulio Cavalli [...] Toni fiabeschi, denunce reali. Lavoro sorprendente e speciale, una denuncia vibrante fatta di emozioni e atti giudiziari. Stile alla Dario Fo, forse, più malinconico e, apparentemente, dolce. E’ tornato con Bambini a dondolo [...] Parla di turismo sessuale e prostituzione infantile, letale rapporto causa-effetto, da cui il sottotitolo feroce e illuminante: «Un popolo che stupra il proprio futuro è un popolo già morto». Non abbandona il tono favolistico, anzi lo quadruplica. Favole vere e tristi, quattro vite sconvolte dal crimine più atroce e vergognoso. [...] Uno spettacolo che dice quello che tutti tacciono. Opera necessaria, accurata, indimenticabile, scritta e recitata egregiamente. di Boris Sollazzo 

LIBERAZIONE  [L'articolo completo qui]

 

I Bambini a dondolo di Giulio Cavalli commuovono Roma.La nuova pièce contro il turismo sessuale minorile creata dall’attore e regista lodigiano ha infatti riscosso unanimi consensi di critica e pubblico anche nella capitale, dopo le tre serate andate in scena presso il Piccolo Jovinelli. Lo spettacolo, tanto scottante come tematica quanto (purtroppo) molto attuale, ha messo in luce, una volta di più, il talento di Cavalli e soprattutto la sua endemica capacità di fare teatro civile e di scuotere le coscienze, in un ”corpo a corpo” libero e fruttuoso con gli spettatori, sempre più parte attiva della rappresentazione.
IL CITTADINO [L'articolo completo qui]
 

E’ in tournée il monologo teatrale di e con Giulio Cavalli intitolato “Bambini a Dondolo” che tratta con delicata e incredibile sensibilità il tema dello sfruttamento infantile ai fini del turismo sessuale.
di Carlotta Degl’Innocenti
[...]Commuovente ed estremamente realistico, lo spettacolo scritto e interpretato dallo stesso Cavalli, dedicato a questo fenomeno mondiale della prostituzione infantile[...]Un vocabolario arduo e forte, con terminologie appartenenti al gergo adulto e che non rispecchia a livello semantico la visione “favolistica” del mondo visto con gli occhi di un bambino. Ed è forse questo che ci colpisce, l’aver messo un lessico terribilmente duro sulle labbra di una ragazzina capace di esprimere una riflessione estremamente incisiva e destabilizzante per un adulto[...]
FONDAZIONE ITALIANI [L'articolo completo qui]
 

Cavalli e bimbi a dondolo
Disincantati, consapevoli, stanchi, ironici fino al cinismo:
un cinismo necessario per attraversare la sporcizia tutt’attorno[...]lo spettacolo
è pronto a girare anche fuori dai circuiti teatrale per la
sua capacità di parlare di un tema così difficile con un linguaggio
amaro e fiabesco allo stesso tempo, a tratti esilarante
e grottesco: come quando Soka, comprimaria rassegnata
al meccanismo di cui è parte infinitesimale ma comunque
cosciente della gabbia in cui si trova, anticipa le domande
con cui lo «zio bianco» della settimana la adesca. Sempre
quelle, nell’eterno ripetersi di un agghiacciante copione.
ILCITTADINO [l'articolo completo qui]

 

Il teatro di denuncia di Cavalli
Bambini abusati uno spettacolo choc
… una favola triste in cui la fantasia si intreccia a ricostruzioni…
CORRIERE DELLA SERA [l'articolo completo qui]

 
Parla l’attore-attore che ha portato a teatro il tema del turismo sessuale 
IL MIO ATTO DI ACCUSA CHE PROFUMA DI PULITO 
“Ho voluto evitare il tipico approccio sensazionalistico”
VITA [l'articolo completo qui]

 
Turismo sessuale/ Non solo gli uomini, ma anche le donne lo praticano. Così il fenomeno un tempo di nicchia, oggi diventa di massa. E approda a teatro, con l’inchiesta di Giulio Cavalli
Non solo gli uomini, ma anche le donne praticano il turismo sessuale. E il fenomeno un tempo di nicchia oggi diventa di massa. Lo sostiene Giulio Cavalli, uno dei pochi autori di teatro civile in Italia , che ha realizzato sul tema “ Bambini a dondolo ”.
AFFARI ITALIANI [l'articolo completo qui]

 
IN SALA C’E’ QUALCHE VAMPIRO DI BAMBINI?
Spettacolo choc contro i turisti pedofili.
 
 
GIULIO CAVALLI PRENDE PER MANO I SUOI BAMBINI A DONDOLO
Come un’incisione dolorosa ma necessaria, un passo obbligato da fare nella penombra sporca di un luogo che non vorremmo conoscere: questa sera al teatro dell’Elfo di Milano Giulio Cavalli porterà in scena Bambini a dondolo, l’ultima produzione dell’attore e regista teatrale …
 
 
BAMBINI SVENDUTI
Quattro storie di sfruttamento, prostituzione, vite svendute.
 
 
BAMBINI A DONDOLO
Domani all’Elfo.
VENERDI’ DI REPUBBLICA [l'articolo completo qui]
 
 
SULLE STRADE DOVE I BAMBINI NON GIOCANO
Un turista sessuale, una bimba sulla strada e una madre che vende il figlio si fondono in un’unica voce: quella di Giulio Cavalli…
FAMIGLIA CRISTIANA [l'articolo completo qui]  
 
 
PEDOFILIA, IL TEATRO CURA PIU’ DI SARZOKY 
Bambini a dondolo parla di abusi su minori. L’autore, Giulio Cavalli, invita a portare i figli per vedere lo spettacolo “per non rispondere mai alla violenza con la violenza”
 

Prove generali per il nuovo spettacolo dell’attore Giulio Cavalli
Una denuncia lucida e tagliente della piaga del turismo sessuale che debutterà a Milano l’8 settembre.
Il primo giorno il volo charter vomita schiere di uomini dell’Occidente bianco, un Occidente ancora da abbronzarsi al sole del molo, della spiaggia, di un paesaggio abbacinante e sporco, nascosto dietro le pubblicità delle agenzie di viaggio e popolato da tante bambine come Sokha. Comincia così, con un tema-compito a casa («Descrivi la tua settimana») scritto da una bimba troppo grande per il corpo che si porta addosso, Bambini a dondolo, nuovo spettacolo dell’attore e regista teatrale lodigiano Giulio Cavalli incentrato sul turismo sessuale, in questi giorni al teatro alle Vigne di Lodi per una serie di prove aperte. ILCITTADINO  [l'articolo completo qui]

 

MAI PIU’ PICCOLI SCHIAVI
VERA MAGAZINE  [l'articolo completo qui]

 

È partita la campagna dell’organizzazione non governativa Intervita contro lo sfruttamento sessuale dei bambini. [...] la campagna si basa anche su uno spettacolo teatrale: il monologo “Bambini a dondolo”, scritto e interpretato da Giulio Cavalli, che sarà in prima nazionale a Milano l’8 settembre e poi partirà per una tournée che durerà fino alla fine del 2007.
IL SOLE 24 ORE

Giulio Cavalli della Bottega dei Mestieri Teatrali presenta “Bambini a dondolo”, lo spettacolo-inchiesta sul turismo sessuale, che fa parte della campagna Vite Invisibili di Intervita. [...] Più che uno spettacolo teatrale, sarà un urlo, una denuncia contro le migliaia di turisti che vanno a cercarsi un “Bambino a dondolo”.
CRONACAQUI

…è stato presentato a Milano «Vite invisibili» il rapporto di Intervita sulla prostituzione infantile nel mondo, soprattutto legata al turismo. [...]
L’iniziativa di sensibilizzazione prevede anche la pubblicazione dell’omonimo libro, «Vite invisibili» e il debutto, a settembre, del monologo-inchiesta «Bambini a dondolo», scritto e interpretato da Giulio Cavalli.
VIVIMILANO

…Un’iniziativa di sensibilizzazione che passa attraverso sia la pubblicazione dell’omonimo libro “Vite invisibili” sia il debutto, a settembre, del monologo-inchiesta “Bambini a dondolo”, scritto e interpretato da Giulio Cavalli, ideatore dello spettacolo sulla strage di Linate.
INFINITO

…Sarà il teatro il mezzo per portare all’attenzione dell’opinione pubblica la piaga del turismo sessuale. Intervita ha co-prodotto lo spettacolo-inchiesta scritto e interpretato dall’attore di teatro civile Giulio Cavalli. “Bambini a dondolo”, questo il titolo del monologo, vedrà la prima nazionale a Milano al Teatro dell’Elfo l’8 settembre. Roma e Napoli saranno le prime città toccate dalla tournée che girerà l’Italia per tutto il 2007. 
LODI 4 KIDS

[Rassegna Stampa] “Bambini a dondolo”: è di scena l’olocausto silenzioso 

[Rassegna Stampa] Bambini a dondolo: La fiaba è barbarie



 

 

 
 
 
 
 
 
GIULIO CAVALLI A COMINCIAMO BENE RAI 3 
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GIULIO CAVALLI E DON ANTONIO MAZZI
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STRALCIO DELL’INTERVISTA RADIOVATICANA
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STRALCIO DELL’INTERVISTA AGR
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Servizio Conferenza stampa CANALE ITALIA
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Intervista TELEPACE 
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OFFICINA DELLO SPETTACOLO
Com’è nato Bambini a Dondolo 
 
Uno spettacolo emerge da un bisogno. Per me è sempre così. Come se in fondo l’avessi sempre avuto lì nascosto ed è solo un lavoro di forma. Bambini a dondolo bussa per un incontro con Daniela Bernacchi (direttore generale di Intervita ) e una distorsione del viaggio veramente “all inclusive” a cui non avevo mai pensato: il turismo sessuale su minori. E allora la sensazione diventa un tarlo che va sfamato. Le settimane prima di preparami alla scrittura rimango sott’acqua per il periodo di documentazione; i libri sui bambini a gettone sono un conato salutare.
 

 

Bibliografia (per acquistare il libro su ibs cliccare sul titolo)

 

Su Internet:

 

 

Poi c’è lo sgusciamento della parola, la prima riga, la foto di dove e come succederà lo spettacolo. L’idea del tema come compito per le vacanze è un’orma che annusavo da un po’ di tempo: 

Gran Mamita scrivo volentieri questo tema-compito a casa “Sokha descrivi la tua settimana”, e lo scrivo per compito nella mia stanza che non ci crede nessuno, perché, beh, se quattro muri molli con martellato sopra un tetto a toppe sono una casa; viene fuori una casa che non ci crede nessuno, Mamita. Ma mica per fare polemica, almeno perché, dico per avere un inizio del tema, che non mi veniva nient’altro e allora ho deciso di cominciarlo così, perché bisognerebbe avercelo tutti i giorni, il bel gusto di inventarsi un inizio. Comincio già a dire che mi scuso per eventuali sbagli di ortografica, grammatica e per questo foglio che sembra sputato dal cane, ma lei gran Mamita, lei lo sa, che è mica per niente la mia maestra e un tema mica per niente lo scrivo anche se sul foglio sputato perché ho una maestra che è lei: gran Mamita. Lei  lo sa che a scuola ci posso venire quando non c’è da aiutare, dico dare una mano, in casa o per i miei otto fratellini o non c’è da chiudersi dentro per schivare il puzzo del quartiere bollito, o quando non c’è n’è più in giro degli stranieri, e allora finisce che ci siamo viste in classe, dico saranno meno volte delle dita della mano che ci sono potuta venire a scuola. Ma adesso forse riusciamo a dare in affitto un paio di fratellini e allora se non bolle troppo il vicolo e se ci venisse magari un santo inverno cariato da spazzare gli stranieri magari riesco a venirci un po’ di volte delle dita anche di quell’altra mano, gran Mamita, a scuola. E mi sembra una buona scusa questa, se per caso vuole il caso che sbaglio un attimo di verbi, tempi e contrattempi, di questo tema che non ci crede nessuno, che almeno me la racconto un po’ su, che già m’imbarbico nelle parole a dirle, e a scriverle su ‘sto foglio tutto scivoloso penso che sia ancora un po’ peggio.  Anche perché fa un caldo da incollarmi le mani, manipennafogliosputato, fa un caldo che mi si è appiccicata l’anima al gargarozzo che ti viene quasi voglia di berla lo stesso quest’ acqua che unge che abbiamo in casa, tutta unta dentro una mezza tanica di plastica e catrame. Con gli occhi chiusi, certo, ma viene voglia di berla lo stesso.  Che mi chiedo se quel caldo pulito che sa di lapacho sia mai esistito o sia finito tutto dentro i cataloghi, e a noi ci hanno svuotato gli avanzi che non voleva nessuno. Dunque Mamita comincio a scriverlo questo tema-compito a casa, senza fare troppo tutta un’introduzione che mi accorcia il foglio sputato. Anche se bisognerebbe avercelo spesso, il bel gusto di potersi fare un’introduzione per capirsi. Dunque Mamita comincio a scriverlo serio questo tema-compito a casa, prima che arrivino gli altri otto-nove-quantisono-forsedieci della nostra famiglia sghemba, che a capirci dentro tra fratelli, fratellini, ziacce e fratellastri mi sembra di trovarci un rebus in mezzo ad un battaglione di formiche. Comincio a scriverlo prima non sia rimasto più niente dai nostri cassonetti con menù a prezzo fisso, prima che appassisca quest’anima aggrappata alla gola, prima che si scioglie il gelato che mi aspetta con lo zio bianco-abbronzato giù al porto. E poi questa dello zio bianco-abbronzato dovrò proprio raccontargliela, Mamita, perché è una cosa da volare via dal ridere, mica per ridere, dico sul serio è da volarci via dal ridere. Vedrà che bel tema-compito in classe che mi ci sta venendo fuori.


Il primo incontro è stato con il PM Gianluca Prisco. Era il 2 Giugno. Qualche settimana dopo con Maria Rosa Dominici. Era la visione di un esercito che combatte sottovoce.

 

Intervista a Prisco del 02/06/2007

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 Intervista a Maria Rosa Dominici

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Poi le parole dure ma piene di speranza di Don Fortunato di Noto.

 Intervista a Don Fortunato Di Noto

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Promo dello Studio del 14/08/2007
 
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Promo dello spettacolo in prima nazionale al Teatro dell’Elfo di Milano del 08/09/2007
 
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Le foto sono di Lucia Puricelli
lucia.puricelli@gmail.com
 
 

 

 

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