L’Apocalisse Rimandata ovvero Benvenuta Catastrofe
Giulio Cavalli
in
L’Apocalisse rimandata ovvero Benvenuta catastrofe
Versione teatrale di Dario Fo e Franca Rame dal suo libro L’apocalisse rimandata ovvero Benvenuta catastrofe
Produzione Bottega dei Mestieri Teatrali/Napoli Teatro Festival Italia/in collaborazione con Next – Regione Lombardia
Adattamento, regia e interpretazione di Giulio Cavalli
Regista collaboratore Fabio Francione
Disegni di Dario Fo
Realizzazione scenografica a cura di Davide Cesari per Conserv’Art
Tecnico di scena Stefano Maj
Organizzazione Paola Vicari e Marta Vitali
L’Apocalisse Rimandata ovvero Benvenuta Catastrofe
Lo spettacolo di e con Giulio Cavalli è tratto dall’Apocalisse rimandata ovvero Benvenuta catastrofe, testo teatrale inedito di Dario Fo ispirato all’omonimo romanzo pubblicato nel 2008.
Una mattina come tante ci alziamo e scopriamo che le lampadine non si accendono, il frigorifero è spento, l’ascensore è fermo e il benzinaio sotto casa ha finito il carburante … l’Apocalisse!
Ce ne sono state sette dall’origine del mondo, parola di scienziato, ma una ancora più grave ci attende e di quella – la peggiore – saremo noi gli unici responsabili!
I nostri gesti quotidiani più semplici, l’uso della macchina, il riscaldamento, le industrie sempre più inquinanti ci conducono verso un disastro ambientale senza pari … Cosa facciamo per evitarlo? E soprattutto cosa fanno i politici? Quelli che con le loro decisioni possono davvero incidere sulle sorti del mondo? Niente! Anzi, negano l’evidenza e ci rassicurano …
Così il protocollo di Kyoto ancora non viene ratificato dai paesi più industrializzati– quelli che “dovrebbero essere civili” –, si scatenano guerre per le ultime gocce di petrolio e si continuano ad ignorare gli avvertimenti degli esperti.
L’unica via d’uscita sembra proprio essere una catastrofe, che faccia fare al mondo un bel passo indietro.
Giulio Cavalli come Fo è un pessimista, uno di quelli “che si informano, che non si fidano di certe facili deduzioni, perciò indagano, analizzano di persona, controllano, e poi informano gli altri, discutono davanti ai documenti, insomma i rompicoglioni, per la semplice ragione che non raccontano favole tranquillizzanti e ti presentano le cose come stanno nella realtà”.
Non si accontenta quindi di dare una personalissima lettura del testo, amplia la prospettiva.
In un viaggio immaginario apre lo spettacolo raccontando della sua città, Lodi, primato italiano di malati di tumore, e lo chiude raccontando della città che lo ospita, Napoli, dove sono sparite per incanto “sotto il tappeto” tonnellate di rifiuti in pochi giorni.
Questi approfondimenti aderiscono allo spirito del testo – aperto a contaminazioni eterogenee sollecitate dall’attualità- e continuano la ricerca condotta da Giulio Cavalli negli ultimi anni. Il suo teatro è infatti un teatro ‘di inchiesta’, che indaga senza esitazioni sul mondo che lo circonda. Cavalli ha sempre portato in scena storie di verità: l’incidente aereo di Linate, il turismo sessuale infantile, la mafia sono stati raccontati con graffiante ironia ma basandosi su una documentazione puntuale e accurata, spesso coadiuvata da note firme del giornalismo.
Il Napoli Teatro Festival Italia, esperienza unica nel suo genere, ha aiutato questa fase preliminare mettendo a disposizione una redazione in loco, preparata sulla specifica situazione napoletana.
Questa modalità di lavoro arricchisce lo spettacolo di contributi diversi, saggiandone anche le potenzialità inespresse.
La scenografia, una suggestiva “città macchina”, posta sulla parete di fondo del teatro, alle spalle dell’attore, ricrea l’atmosfera del testo. Una tela raffigurante tre diverse città scorre su una bobina azionata da un motore. Ad ogni fase dello spettacolo corrisponde un paesaggio visivo e sonoro: quando si racconta la situazione attuale si vede una città grigia e caotica, la macchina funziona a motore ed emette rumori fastidiosi e fumo grigio. Quando si avvertono i primi cenni di cedimento del sistema la macchina procede meno spedita ma il cielo si fa più azzurro.
Con l’avvento della catastrofe funziona solo manualmente (in scena un uomo deve azionarla a pedali) e la città è finalmente pulita e vivibile.
Uno spettacolo che diverte, ma allo stesso tempo obbliga a fare i conti con una realtà che non possiamo più ignorare … Non vorremo essere come i viaggiatori della nave dei folli?
Note di regia di Giulio Cavalli
L’Apocalisse Rimandata ovvero Benvenuta Catastrofe
La catastrofe può essere salvifica se determina un nuovo inizio, se si srotola come catarsi necessaria per ricominciare e ricostruire. E chi altro può vederla se non il giullare ebbro con la pancia che annusa lontano? E allora sarà proprio lui, in scena e per terra com’è costume dei matti, ad apparecchiare la cerimonia per la benvenuta catastrofe. “L’apocalisse rimandata” è una città immaginabile dove all’alba infarta la produzione energetica, una città che si sveglia ricollocata in un secolo prima; in mezzo ai detriti industriali e alle macchine orfane e ormai mute l’agorà si riunisce per reinventarsi. Ma non è la tragica scena dell’ennesima produzione apocalittica ripiena di patetismo ed esami di coscienza sempre tardivi: la piazza “rimasta a piedi” è una devoluzione festosa e comunque rivoluzionaria, una strada che va a riprendersi il rapporto sereno tra le persone e il mondo che ci sta intorno per fondare una nuova vivibilità.
Quante volte negli ultimi anni abbiamo sentito parlare di ambiente, ecologia, energie sostenibili e rinnovabili? Quante volte subiamo l’inquinamento nozionistico di teorie e strategie che subito dopo si contraddicono o rimangono oscure? Il teatro può (e forse, deve) raccontare questo nostro rapporto prevaricante con l’energia in modo diretto, semplice ma non banalizzato e, perché no, istruttivo. “L’apocalisse rimandata” non è un campanello d’allarme (quello è suonato già tempo fa e non ce ne siamo accorti) ma piuttosto una “riunione condominiale” in teatro per decidere come rimboccarsi le maniche e chi fa cosa.
Il modo in scena è quello modernissimo dei cantastorie che Fo ci ha aiutato a non dimenticare, con la forza ancora incontaminata della parola sul palco senza artifizi. Dietro, a incorniciare il palco, una macchina che smette durante lo spettacolo il suo alito petrolifero per scoprire che spegnersi (per ripartire) è possibile.
“L’apocalisse rimandata” è un quadro con il tratto forte e il digrignar di denti che disegna gli sfondi, gli oggetti e le atmosfere che bisogna urgentemente cancellare.
Giulio Cavalli
- LETTERA 22 recensione de L’Apocalisse rimandata ovvero Benvenuta catastrofe
- BENVENUTA CATASTROFE recensione Di Danilo D’Angelo LETTERA22
- Giulio Cavalli, chi? Un giullare del ‘500 sul palco del Napoli Teatro Festival
- Dario Fo sulla messa in scena de L’APOCALISSE di Giulio Cavalli
- “L’APOCALISSE RIMANDATA” TUTTA L’IRONIA DI DARIO FO
- Giulio Cavalli: la voce ‘catastrofica’ di Dario Fo e Franca Rame
- Recensione Apocalisse Rimandata
- Un giullare e il potere, Cavalli rilegge Dario Fo sulla ribalta di Napoli
- La benefica apocalisse di Dario Fo
- Giulio Cavalli, stride the stage for 70 minutes in his driven, brilliantly paced version of the political polemic L’Apocalisse Rimandata
- NAPOLI FESTIVAL: IN SCENA L’APOCALISSE SECONDO FO E RAME
- “Parole per la terra”, in 6 quadri gli scienziati sul futuro del pianeta
- L´ambiente Ecosostenibile: un impegno che sale sul palco
- Dario Fo per Giulio Cavalli e un’apocalisse rimandata
- FAMIGLIA CRISTIANA – IL VERDE BAGNA NAPOLI
- Festa di teatro a Napoli: Giulio Cavalli rilegge Fo nell’apocalisse dei rifiuti